31 maggio 2018

Fatima, le novità sul segreto

Verso una ricomposizione della questione? 

[Nel giorno di Maria Regina, 31 maggio 2018, pubblichiamo uno studio scritto un anno fa e pervenuto alla nostra Redazione in questo mese mariano, ndR]

Dalle Marche, 1° marzo 2017
Nel 60°del “sequestro” del Terzo Segreto di Fatima
Nel decennale della Supplica per la sua liberazione
Nell’Anno giubilare delle Apparizioni della Madonna



1 - Introduzione

Il presente saggio fa un po’ le veci, agli inizi del centenario delle più grandi apparizioni mariane della storia, del libro sullo stesso oggetto che era stato programmato (e annunciato) per uscire nell’autunno 2015: una messa a punto, aggiornata agli ultimi anni, del contrastato discorso sul Terzo Segreto di Fatima.

Ringrazio il sacerdote romano che mi aveva dato qualche consiglio circa tale pubblicazione («Chiarezza su Fatima»), della quale esce comunque un riassunto. Naturalmente non riprende da capo le cose già dette su Fatima e il suo Terzo Segreto, ma presuppone la conoscenza (da tempo a disposizione) della materia in generale, della pubblicistica critica sulla sua gestione, delle ricerche, delle conferenze e di tutto il dibattito che in questi anni si è sviluppato. In particolare, si può utilizzare come “testo base”«Non esiste» perché distrutto? (Pro manuscripto, marzo 2012), considerando il presente scritto come sua appendice, con particolare riferimento alle novità (soprattutto provenienti dal Portogallo) del 2014-2015; sulle quali, peraltro, qualcosa in tale biennio è stato già detto.

Da parte “ufficiale” (o ufficiosa o filoufficiale) talvolta si muove l’obiezione, il rimprovero, che l’interesse a Fatima dev’essere costruttivo e quant’altro. È giusto. Trattandosi non di un oroscopo, ma di “profezie condizionate” all’agire degli uomini. Anche chi scrive, e altri esponenti della parte “critica”, spesso hanno richiamato i numerosi interessati a una curiosità ordinata, a un interesse solido, complessivo, ben cooperante. Ma questa verità non può essere usata contro il legittimo desiderio di conoscere esattamente anche “l’ultimo segreto” di Fatima; d’avvalersi di un tale «aiuto» che – assieme agli altri elementi dell'apparizione portoghese – il Cielo ha offerto a tutti, opponendovi una chiusura anche sprezzante.

Viceversa un’apertura chiara e solida, quale la pubblicazione di quel testo (che in ogni caso sarà stato ricostruito, trascritto o fotocopiato), sarebbe propizia anche ad evitare ogni eventuale impostazione o considerazione imprecisa, eccessiva, disordinata, parziale e non costruttiva; aiutando davvero i discorsi e gli spiriti a prendere la strada di una vera riconciliazione. Naturalmente, questo obiettivo è un «atto per cui giustamente offriamo un contributo, ma che sarà disposto dall’Autorità competente» (Non esiste perché distrutto?, pag.10).

Dedico questo studio – nello spirito di un grido al Cielo e una domanda agli uomini, grido e domanda cooperanti al «preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità» (S.S. Benedetto XVI, Fatima 13 maggio 2010) – alla memoria del Cardinale Oddi, del Vescovo Venancio, di Padre Gruner, e a tutti coloro che si sono spesi ed esposti per la conoscenza di quel Segreto che attendiamo completa dal 1960.

2 - Le novità dal Portogallo

A) In sintesi: tra l’autunno 2013 e i primi mesi del 2014 mi è pervenuta la notizia che in Portogallo era uscito un libro su suor Lucia – la veggente di Fatima sopravvissuta fino a febbraio 2005 – a cura delle sue consorelle carmelitane, e che (per “gli addetti ai lavori”) vi era contenuto qualche elemento notevolmente nuovo.

Certo tale pubblicazione alterna vari dettagli inediti alla riaffermazione della “linea ufficiale” (più o meno) sulla materia, ma questo, alla luce dei precedenti analizzati e discussi in varie pubblicazioni, non è molto rilevante. La cosa importante è in primo luogo che in questo libro, per così dire di parte ufficiale, si fa riferimento – molto discretamente – a due opere inedite della loro illustre consorella; e – mi è giunta notizia – in esse sono contenuti dei riferimenti a un testo della veggente ulteriore al Terzo Segreto, separato ma ad esso pertinente, a suo tempo trasmesso da suor Lucia all’autorità ecclesiastica e ancora inedito. È quello che, in maniera ovviamente convenzionale, chiamiamo il Quarto Segreto! O, per dirla con il testimone Mons. Capovilla, è l’esplicativo Allegato!

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Dell’esistenza di un tale testo, mi venne riportato, non erano precedentemente a conoscenza neppure persone molto vicine a suor Lucia (mentre la voce critica rappresentata dai cosiddetti fatimiti, ovvero devoti e studiosi di Fatima, e anche da alcuni autori indipendenti, ne parlava da anni; già prima dell’Anno Santo 2000). Sicché, avendo sempre negato e contraddetto (“smentito”), c’era il timore – mi diceva la sopracitata fonte – che venissero rivolti dei giudizi sgradevoli su tutte le precedenti dichiarazioni.

Non necessariamente, ho commentato subito e ripetuto pubblicamente. Infatti se, come mi si riferiva, suor Lucia – ormai molto anziana e notoriamente sotto ordine di silenzio – nell’ambiente recente del suo Carmelo non ne parlava (tuttavia qualche segnale pubblico mandandolo, oltre alle sue tante lettere a Roma lungamente malviste in Vaticano, come già discusso), è possibile che molti non lo sapessero. L’osservazione appropriata è semmai questa: se invece di scoraggiare assolutamente la critica fatimita, di irridere comunque gli obiettanti di un certo tipo, si fosse “guardato alla luna più che ai difetti (dai quali certo è doveroso cercare di correggersi) del dito che tenta di indicarla”, adesso che la questione emerge fondata la difficoltà di cui sopra ci sarebbe molto meno.

B) Anche un’altra rilevante “pista” al testo in ricerca, convergente con quella sopra esposta, emerge dal libro del Carmelo di Coimbra. Leggendolo molto bene si trova l’informazione che la Madonna, apparendo a suor Lucia che (per un pesante blocco) non riusciva a scrivere la terza parte del Segreto e così sbloccando la situazione, le disse: «scrivi quello che ti comandano, non però quello che ti è stato dato di comprendere del suo significato» (Un cammino sotto lo sguardo di Maria, pag. 266). Approfondiamo.

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Per prima cosa, ho chiesto a una persona di madrelingua portoghese e teologicamente molto preparata: l’espressione «quello che ti è stato dato di comprendere del suo significato», in portoghese e nel contesto cosa indica? Un’opinione personale di suor Lucia (sul significato del Segreto) o un’ispirazione che ha ricevuto dall’Alto? La risposta fu molto decisa, molto netta: indica chiaramente un’ispirazione, o anche più di un’ispirazione. Vuol dire che a suor Lucia la Madonna ha dato sia la visione del Segreto sia il suo significato.

Sono informazioni molto importanti, che vengono a dirci due cose capitali: primo, alla veggente è stata data non soltanto la visione ma anche l’interpretazione della visione; secondo, queste parole della Madonna accreditano quella interpretazione come di origine soprannaturale.

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Ciò detto, si pone la questione: tale significato della visione costituente il Terzo Segreto, la veggente non l’ha scritta mai oppure semplicemente non l’ha scritta insieme alla visione? La risposta, come introdotto e come vedremo, è chiara.

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Ma perché Nostra Signora ha detto a suor Lucia di scrivere la visione ma non il suo significato? La risposta viene piuttosto chiaramente dalle circostanze della redazione e dal parallelo con un altro punto, strettamente collegato e appartenente alla stessa linea: la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria. (Questione di cui non parliamo di nuovo, trattando il presente studio altro oggetto; mi limito a sottolineare che tale “pratica”, ancora «incompleta», è ben comprensibile alla luce della fede – non di altri parametri – e molto probabilmente va vista dopo la “pratica” Terzo Segreto, parimenti ancora pendente).

Infatti, come noto a chi ha seguito la materia, la veggente non riusciva a scrivere il Terzo Segreto. Pur avendone infine ricevuto anche l’ordine (da lei richiesto) dell’Autorità ecclesiastica, spesso su Fatima esitante. Però era bloccata, e non riusciva proprio a scriverlo. L’origine di tale blocco può risiedere in parte nella gravità dei contenuti da redigere; però – come indica anche l’autorità indiscussa di padre Alonso, il compianto storico ufficiale di Fatima – era essenzialmente di origine preternaturale. C’era l’opposizione del diavolo; che già era quasi riuscito a mandarla in crisi proprio alla vigilia della trasmissione celeste dell’intero Segreto, il 13 luglio 1917. Vale a dire: sulla conoscenza del Segreto, soprattutto della sua terza parte, c’era (e c’è?) il veto del Maligno. Il che concorre ad indicarne l’importanza. In questo quadro diventa comprensibile che, non riuscendo suor Lucia a scrivere nulla, la Madonna le abbia maternamente suggerito di redigere (per il momento) soltanto la parte meno difficile, intanto “rompendo il ghiaccio”.

Tale ipotesi risulta notevolmente avvalorata dal parallelo, appunto, con una vicenda legata alla richiesta di consacrazione della Russia. In breve: benché suor Lucia avesse trasmesso tale richiesta celeste e benché le apparizioni di Fatima fossero state canonicamente riconosciute, il Santo Padre non vi procedeva. Davanti a questa situazione bloccata, il Cielo da un lato la deplorò (anche con parole forti); dall’altro accondiscese al suggerimento dato a suor Lucia dal confessore: di scrivere al Papa chiedendo una consacrazione al Cuore Immacolato di Maria del mondo (ritenuta meno problematica). Intorno a tale richiesta si è poi fatta molta confusione; ma da un’analisi attenta degli scritti in oggetto e da successive richieste e dichiarazioni anche scritte di suor Lucia risulta molto chiaro che la seconda richiesta (la consacrazione del mondo) non era sostitutiva della prima (la consacrazione della Russia), ma ne costituiva un “antipasto”, pio e parzialmente fruttuoso, quale atto di devozione generale al Cuore Immacolato di Maria Santissima. Per facilitare passi ulteriori. Non è plausibile che, a fronte di un’analoga situazione bloccata, la stessa logica sia stata seguita sul Terzo Segreto? Del resto, anche dall’insieme delle apparizioni di Fatima si vede che il Cielo ha seguito una pedagogia graduale e profonda.

In ogni caso, sarebbe erroneo dedurne che tale «significato» non fosse destinato anch’esso, dal Cielo, alla pubblicazione. Infatti, a prescindere dalla probabile lettera di suor Lucia dell’autunno 2001 contenente incoraggiamenti al Santo Padre a procedere in tal senso (confermata dai “rumori” di una possibile pubblicazione alla morte della suora, tre anni e mezzo dopo, ma Giovanni Paolo II era ormai in stato preagonico), resta comunque acclarato un fatto: quel che ha detto pubblicamente il card. Ratzinger nel 1996, che la pubblicazione del Terzo Segreto si sarebbe fatta quando non avesse potuto arrecare degli «squilibri» per certi suoi «dettagli», evidentemente si attaglia a una pubblicazione completa del «significato»; di quell’Allegato interpretativo comunque lo si voglia chiamare. Infatti quanto pubblicato ufficialmente, quattro anni dopo, non contiene dettagli atti a generare «squilibri», come affermato dall’allora Prefetto della Congregazione competente (e non soltanto da lui); squilibri che infatti non ci furono.

Né è stato detto perché e come, in quei modesti quattro anni, tale problema ostativo sia stato risolto. Al più, in teoria, l’incongruenza potrebbe spiegarsi se vi fosse (o vi fosse stata) addirittura un’altra redazione del Terzo Segreto – più o meno quel che avvenne per il Secondo Segreto –, atta questa ai paventati effetti; ma anche in tale eventualità non si potrebbe dire, se non in un senso molto relativo e dunque suscettibile di approfondimenti, che tutto è stato pubblicato, e la questione sarebbe comunque aperta… Resterebbe ancora incompiuta, come è stato detto di qualche alba mariana.

C) Alla luce delle novità provenienti dal Portogallo (sebbene ancora incomplete anch’esse) alcune osservazioni non ciecamente “allineate” uscirebbero sostanzialmente confermate e alcune cose diverrebbero più chiare.

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In primo luogo, ne risulterebbe aver fatto centro la domanda che ponevo, ad esempio, dieci anni fa, nel libretto Una “risposta” significativa (SGM Multimedia, dicembre 2007): «ci avete detto che l’interpretazione ufficiale (del testo del 2000) non è l’unica possibile, non sarà perché c’è anche… “l’interpretazione di suor Lucia”?». E sarebbe espressamente confermato che tale interpretazione, almeno in origine asserita non sua personale, è stata anche messa nero su bianco.

Ne uscirebbe risolta «la difficoltà della apparente smentita vaticana dell’esistenza di una parte inedita del Terzo Segreto»; e le cose si ricomporrebbero precisamente nel senso che proponevo, ad esempio, nella conferenza a Livorno del 15 gennaio 2010: è una questione di «catalogazione», infatti «questo testo inedito non viene considerato una vera parte del Terzo Segreto» ma in una qualche altra maniera, magari «una sua “interpretazione provvisoria” da parte di suor Lucia, a margine» (Non esiste perché distrutto?, pag. 48). E precisamente: la visione è catalogata come «il testo del Terzo Segreto» (ecco perché usano spesso questa espressione: il testo del Terzo Segreto); e il documento inedito con le parole esplicative è catalogato come «l’interpretazione» dei pastorelli, una «convinzione» di suor Lucia, una sua «intuizione», qualcosa che la veggente ha «sperimentato», magari delle «annotazioni» da lei aggiunte, un suo «presentimento» (espressioni che in effetti attraversano anche la pubblicazione ufficiale Il Messaggio di Fatima, ma in una forma così tenue da non essere una comunicazione ben coglibile; tantomeno vi veniva precisato che c’era, o c’era stato, anche uno scritto in tal senso).

Così è chiara l’affermazione più o meno ufficiale per cui il Terzo Segreto pubblicamente conosciuto è già tutto, il Terzo Segreto è stato rivelato tutto o pubblicato tutto [la sua interpretazione – oggetto a cui è dedicata una sezione distinta dell’opuscolo ufficiale – no, non molto].

E più chiari sarebbero ora anche altri elementi storici. Ad esempio i tempi così lunghi per la consegna e il deposito del Segreto: quello ufficialmente pubblicato a Roma il 26 giugno dell’Anno Santo reca la data del 3 gennaio 1944, eppure un Segreto è stato depositato dal Vescovo di Leiria nella cassaforte del Vescovado l’8 dicembre dell’anno dopo. Poniamo, ad esempio, che suor Lucia, facendo consegnare al suo Vescovo (come noto) sia il Segreto già chiuso nella busta sia il taccuino, in quest’ultimo abbia annotato le circostanze della redazione, tra cui - si noti - quelle parole della Madonna sul «significato»: il Vescovo potrebbe averle richiesto di scrivere anche questo, e suor Lucia, che ormai aveva iniziato a sbloccarsi, ci sia riuscita.

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Al tempo stesso, dal punto di vista della sostanza è difficile dire che un mistero, una rivelazione di cui non venga pubblicata l’annessa spiegazione sia cosa pienamente svelata. È vero, stando al frammento in esame si può dire: il documento inedito di cui parlavamo non appartiene al Segreto, da un certo punto di vista, gli è esterno; però comunque lo riguarderebbe. Non sarebbe un testo inedito del Terzo Segreto, ma sarebbe almeno un testo inedito sul Terzo Segreto; uno scritto di suor Lucia collegato al Segreto, per di più accreditato da parole della Madonna come proveniente dal Cielo.

Per l’esattezza: un testo (al di là della questione se ancora ne esista o meno l’originale) strettamente collegato al Segreto, giacché, se Maria Santissima ha dovuto specificare la distinzione a suor Lucia (che di suo non era certo incline a scriverne troppo: tutt’altro, non riusciva a scriverne niente!), vuol dire che il contenuto dell’inedito in oggetto era proprio sulla soglia dell’appartenenza al Segreto.

E infatti i Papi (almeno Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II) si tenevano nell’Appartamento pontificio non il Terzo Segreto ufficialmente catalogato, bensì l’Allegato (il cosiddetto Quarto Segreto). Addirittura lessero prima questo che quello (almeno Paolo VI e Giovanni Paolo II): perché, da un punto di vista sostanziale, importante era evidentemente, ancor più che una visione espressa con «un linguaggio simbolico di difficile decifrazione» (così il card. Ratzinger alla strana presentazione), il suo «significato».

A quanto sopra esposto e argomentato si può replicare (o purtroppo soltanto ventilare) che è proprio tutto, giacché anche quel significato è stato in qualche modo rivelato. Infatti mettendo insieme la cosiddetta versione diplomatica (il testo riscritto fatto uscire nel 1963 sul Neues Europa); i discorsi di S.S. Paolo VI sul “fumo di Satana entrato nel Tempio di Dio” e sull’ “autodemolizione della Chiesa”; alcuni brani della pontificia Via Crucis a Roma del Venerdì Santo 2005; le prediche a Fatima (e collegatamente) dei Papi Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI; e svariati altri accenni (da quelli sull’apostasia a quelli del card. Biffi negli Esercizi spirituali al Santo Padre e alla Curia Romana per la Quaresima 2007, nei quali il predicatore ufficiale ha parlato dell’Anticristo), anche i contenuti di fondo dell’Allegato sono stati comunicati, a tutta la Chiesa e al mondo; anche quell’interpretazione è stata rivelata. Inoltre, anche di quegli avvertimenti e rimedi la più alta Autorità ha in qualche modo tenuto conto.

Sì (e come dicemmo è una cosa che va valorizzata); ma soltanto implicitamente. Troppo debolmente. È vero che più volte il nesso del Terzo Segreto di Fatima con le predicazioni e quant’altro di cui sopra è stato anche suggerito; ma esse non sono state inserite nella pubblicazione ufficiale dell’Autorità ecclesiastica sul Segreto, in cui c’è invece l’ipotetica (e ormai obsoleta) interpretazione, questa sì di origine umana, fatta passare nel maggio-giugno 2000. Benché dichiarandola un mero «tentativo di interpretazione». L’Allegato invece non è stato, ad oggi, neppure lasciato letteralmente pubblicare. Così come è vero che alle urtanti richieste di Fatima è stato concesso qualcosa (spesso tardi, a seguito delle «spintarell[e]» soprattutto di avvenimenti dolorosi); ma, finora, è prevalso altro.

E le ripetute “rivelazioni velate” anche di quel testo avrebbero senso, se davvero lo si ritenesse non di origine soprannaturale?

D) È interessante notare che “la pratica” Terzo Segreto sembra così tornare –almeno allora, gli anni scorsi – là dove era previsto che si sarebbe svolta: il Portogallo.

Da lì l’ultimo Segreto avrebbe dovuto essere pubblicato, nel 1960; e ciò era stato già annunziato. Fu Roma ad avocare a sé la questione, di fatto, chiedendo che «soprattutto il Segreto» le fosse trasmesso. Il 1° marzo 1957 la busta sigillata della cassaforte diocesana partiva alla volta di Roma; e (mentre il Vescovo titolare si ostinava nel rifiuto di leggerlo) l'ausiliare Mons. Venancio, di venerata memoria, era triste… perché aveva capito come sarebbe andata a finire: nel 1960 non venne pubblicato, venne tenuto in sospeso, e pochi anni dopo il Papa Paolo VI – benché di cultura e “grandi elettori” progressisti – piangeva pubblicamente, specialmente per la piega che le riforme intraprese stavano prendendo. Soltanto quarant’anni dopo il 1960 ci fu una rivelazione ufficiale, di sapore diffusamente percepito come minimizzante; e dieci anni dopo il Papa Benedetto XVI (eletto subito dopo la Via Crucis del 25 marzo 2005) implicitamente la corresse, nel Suo pellegrinaggio a Fatima del maggio 2010 (benché frattanto la pratica fosse stata detta – da zelanti allineati con la posizione “ufficiale” e allora presunta vincente – addirittura chiusa una volta per tutte, chiusa con una parola definitiva).

E in effetti, considerando i plausibili due-tre anni dell’assemblaggio del libro da cui siamo partiti (quello del Carmelo di Coimbra), si risale proprio… al 2010. Sono lì le sue radici? Magari inavvertitamente… Forse il Cielo ha benedetto il tentativo del Santo Padre di riaprire il caso… Forse gli ambienti ecclesiastici portoghesi, sentendo il clima un po’ revisionista, percependo che il Santo Padre stesse spostando il discorso – pur parzialmente – sulla “profezia assai importante e non consegnata al passato”, se ne sono sentiti incoraggiati a pubblicazioni e citazioni, i cui risvolti potrebbero essere andati oltre quello che pensavano…

E) Al che ho scritto alle suore di Coimbra, editrici del libro, chiedendo di consultare le due suddette opere inedite, da loro stesse citate in Bibliografia. La lettera è pervenuta a destinazione il 5 marzo 2014, eppure passano i mesi e non mi arriva alcuna risposta.

Allora scrivo di nuovo, stavolta però – si noti – con un’altra domanda: «Nelle opere che vi avevo chiesto di consultare c’è nessun riferimento a “qualcosa di più” a riguardo del Segreto di Fatima, a tutt’oggi testualmente inedito?». Anche questa seconda missiva, a oggetto parzialmente diverso, è pervenuta a destinazione, il 6 giugno 2014.

Il 17 agosto 2014 esplode il caso con l’articolo di Socci sul quotidiano Libero, che con grande visibilità internazionale solleva la questione.

Il 6 ottobre 2014 mi arriva posta da Coimbra. Si tratta di un biglietto (peraltro non agevolmente decifrabile in tutte le sue pochissime righe). Le suore comunicano: «Non è possibile per ora consultare i documenti che chiede. A suo tempo tutto sarà pubblicato».

Alcuni interessati alla materia ma superficiali, distratti o che amano troppo le castagne ecclesiali già cotte e tolte dal fuoco (dagli altri) non hanno colto la portata di questo carteggio, i veri punti di novità e le prospettive che essi aprono.

Primo: attenzione, non si tratta meramente di lamentarsi, né di snobbare, che le carmelitane non rispondono: la cosa notevole è che (mentre continuano a intermittenza le smentite generiche) a domande poste in maniera estremamente accurata non smentiscono!

Secondo: c’è di più. Quando mandano un riscontro al corrispondente (dopo l’articolo di Socci), rispondono (negativamente) alla prima lettera, quella che chiedeva la consultazione delle opere inedite da loro citate; ma non dicono nulla sulla seconda lettera, quella più recente, in cui era stato chiesto qualcosa di più specifico: «nelle opere che vi avevo chiesto di consultare c’è nessun riferimento a “qualcosa di più” a riguardo del Segreto di Fatima, a tutt’oggi testualmente inedito?». A maggior ragione, abbiamo capito come bisogna formulare la domanda. E non parlo delle risposte pendenti a tutte le incongruenze rilevate; ma almeno a questa domanda principale si risponderà?

Terzo: le stesse interlocutrici “di parte ufficiale” dicono: «tutto sarà pubblicato». Non dicono che tutto è stato pubblicato, ma che lo sarà.

A onor del vero, l’esistenza di carte inedite di suor Lucia («tante», disse il card. Bertone nell’intervista a la Repubblica del 17 febbraio 2005) era stata già riconosciuta in forma esplicita da esponenti della parte ufficiale; ma lasciandola (quando non mettendola) in ombra. E anche un’Istanza a riguardo, da me posta senza ombra di polemica all’Autorità ecclesiastica l’8 dicembre 2008 e successivamente ritrasmessa, ebbe in risposta non una smentita (tantomeno argomentata) ma un silenzio di tomba (cfr. “Non esiste” perché distrutto?, pp. 98-100). A distanza di anni, neppure un cortese cenno di riscontro. Questo fenomeno è davvero notevole: ripetutamente la parte ufficiale su Fatima ricorre a smentite in un modo o nell’altro generiche, rifiutando certe risposte precise e il dialogo diretto.

Inoltre, tale risposta delle consorelle di suor Lucia ed editrici del libro conferma che non si tratta si carte meramente personali della suora (senza alcuna rilevanza generale, ecclesiale ed oltre, comunque storica): perché in tal caso, come non sarebbero pubblicabili oggi così non sarebbero pubblicabili domani.

Quarto: le carmelitane non dicono perché «non è possibile» consultare quei documenti storici; né quando «tutto sarà pubblicato».

Quinto: ad ogni modo, che «tutto sarà pubblicato», scritto dal Carmelo di Coimbra, in parte è una buona nuova (sebbene quel «a suo tempo» lo rispondeva già, ma era prima della pubblicazione ufficiale, il card. Ottaviani negli anni ’60 e ’70). Se così sarà, il centenario delle apparizioni sarebbe un’ottima occasione (ci stiamo pregando da tempo. E in tal caso potrebbe forse valere, almeno in parte, l’eventualità cui si accenna in Non esiste perché distrutto?, nota 68 e testo cui si appoggia, pag. 63). Se così non sarà, magari perché prevarranno comunque i soliti meccanismi (l’impantanamento e il riflusso), ormai abbiamo capito quali sono le domande ben formulate che ciascuna persona potrà auspicabilmente porre, a ragion veduta, a chi di competenza: quelle contenute qui in Appendice.

Post scriptum. Queste novità sono davvero tali, e sono molto rilevanti. Ma la novità decisiva sul Segreto di Fatima sarebbe il venir meno della sorta di peccato collettivo rappresentato – un po’ nello spirito, ed è più ampiamente rivelatore, della biblica chiesa di Laodicea – dal disprezzo del piano di soccorso del Cielo; piano avallato da quello che è stato detto il miracolo pubblico più grande dopo la traversata del Mar Rosso (Non esiste perché distrutto?, pag.26). Preferendo puntare su tutt’altre prospettive (spesso pensando che ciò sia cosa più furba; infatti si è visto, e rivisto…). Il venir meno di tale disprezzo, di tale ostinazione, concorrerebbe ad attirare o sul Vescovo di Leiria-Fatima o sul Santo Padre la forza soprannaturale per disporre la difficile pubblicazione. Sicché, ottenere questo dipende anche da ciascun libero arbitrio.


3 - Il comunicato sul Terzo Segreto della Sala Stampa Vaticana e interventi simili

Sabato 21 maggio 2016 è uscito un comunicato della Sala Stampa Vaticana (ovvero della Segreteria di Stato) dedicato, addirittura, a un articolo uscito sei giorni prima su un sito americano (One Peter Five) e contenente «dichiarazioni attribuite al prof. Ingo Dollinger, secondo cui il card. Ratzinger, dopo la pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima (avvenuta nel giugno 2000), gli avrebbe confidato che tale pubblicazione non è stata completa. A tale proposito, il Papa emerito comunica “di non aver mai parlato con il prof. Dollinger circa Fatima”, afferma chiaramente che le esternazioni attribuite al prof. Dollinger su questo tema “sono pure invenzioni, assolutamente non vere” e conferma decisamente: “la pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima è completa”».

Per la cronaca, la testimonianza dell’anziano teologo tedesco sarebbe stata la seguente: dopo la pubblicazione del Terzo Segreto l’allora cardinale Ratzinger, suo vecchio amico, gli avrebbe confidato che c’era dell’altro; e che in questa parte inedita si parlava di un cattivo Concilio e una cattiva Messa, che sarebbero arrivati di lì a poco. Al comunicato vaticano ha fatto seguito la replica di tale sito, confermando la testimonianza riportata.

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Le frasi virgolettate, attribuite al difficilmente raggiungibile Benedetto XVI, sono brevissime; né – che io sappia – si precisa quando, dove e come Egli avrebbe affermato questo: è parte di un Suo testo più ampio? Sono piuttosto affermazioni fatte (o confermate) a voce, e riportate? Mah… Ciononostante la questione ha fatto un certo rumore, specialmente su Internet; con una massiccia quantità immediata di domande e commenti, anche poco centrati e soprattutto - come vedremo - poco «a tempo e luogo» (Catechismo di San Pio X). Per dirla con Antonio Socci: «come stanno le cose?».

1) Colpisce la sproporzione tra una smentita così pomposa e un presunto fatto scatenante così modesto: la testimonianza del teologo padre Dollinger, infatti, benché pubblicata su un sito americano appena sei giorni prima, era stata rilasciata già molti anni fa e circolava negli ambienti fatimiti già all’indomani della pubblicazione ufficiale del 2000. Io l’avevo riportata nella nuova edizione (a cura questa del Fatima Center) di Non disprezzate le profezie, uscita nell’aprile 2010: «Un anziano sacerdote, noto agli ambienti “fatimiti”, con cui ho parlato, chiese un giorno all’allora cardinale Ratzinger perché anni prima gli aveva confidenzialmente accennato ad alcuni contenuti del terzo segreto di Fatima ed ora che era stato pubblicato questi non c’erano. Visibilmente in difficoltà, il Cardinale gli rispose: “In verità, c’è anche dell’altro”». Se ne parlava e scriveva, da anni, ai convegni fatimiti internazionali. Perché dunque smentirla (o farla smentire) adesso, tutto essendo fuorché una nuova rivelazione?

Forse perché i nervi vaticani erano scoperti per una pubblicazione ben più scottante: l’affermazione - sembra quasi ripresa letteralmente - contenuta nel libro romano di Saverio Gaeta (con postfazione dell’anziano e autorevole Cardinale José Saraiva Martins) Il veggente, per cui «soltanto nel 2000 Giovanni Paolo II deciderà di rendere noto il terzo segreto di Fatima, pur lasciando notevoli ombre sulla completezza della pubblicazione»? (Salani editore, febbraio 2016, pag.69).

Forse per bilanciare (“riequilibrare”), con un’uscita “tranquillizzante”, le dichiarazioni realmente esplosive (ma incredibilmente poco colte) fatte lo stesso giorno - a poche settimane da Amoris laetitia - dal segretario di Sua Santità Benedetto XVI, sulle particolarità singolari della Sua rinunzia? (Sicché il concentrarsi frettoloso su quelle dichiarazioni, lasciandosi trascinare da certe vorticose spirali della Rete, avrebbe fatto il gioco del togliere attenzione a queste, veramente meritorie di attenzione! Seguendo un fumo sommergente e depistante).

O per entrambe le cose, del resto ben compatibili? L’articolo pubblicato a Pentecoste su quel sito avrà fornito lo spunto, ma queste due motivazioni sono ben più plausibili, ben più convincenti.

2) “Smentite” del genere, oltre che eloquentemente inflazionate, sono roba vecchia; eludono i veri punti in questione e non dovrebbero più stupire. Appunto perché erano state già ampiamente rilevate le ambiguità sistematiche sulla materia ed era stata già indicata la pista sostanziale della «valutazione e catalogazione di tale scritto» (“Non esiste” perché distrutto?, pag. 73).

Si è parlato molto della questione delle «parole autentiche» del Segreto e delle parole ritenute (informalmente però) «non [soprannaturalmente] autentiche». Ma alla luce delle novità dal Portogallo, la cosa diventa sempre più chiara: quel testo viene catalogato non come una parte del Terzo Segreto (che pertanto sarebbe stato pubblicato completamente), bensì come una sua possibile interpretazione.
E poiché anche quella interpretazione, più volte e in vari modi, è stata evocata, in un certo senso (non ufficiale, non letterale, di chiarezza dubbia) e molto al limite «la pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima è completa» anche del suo eventuale, probabile significato.

La conversazione tra i vecchi amici Card. Ratzinger e padre Dollinger con ogni probabilità non verteva su Fatima, e tantomeno sul suo Terzo Segreto, ma si sarà trattato di un semplice accenno (più o meno sfuggito) parlando di altro.

E i contenuti asseriti? Chi scrive parlò appunto, a suo tempo, con padre Dollinger. Ed egli mi ha confermato sia la cosa centrale della sua testimonianza («in verità, c’è anche dell’altro») sia il riferimento al Concilio Vaticano II e al Novus Ordo Missae. Io mi sono limitato a riportare il primo elemento (per i contenuti precisi di quel foglio, li vedremo quando sarà pubblicato) perché, mentre esso mi è stato espresso in modo molto chiaro e netto, su quegli specifici contenuti il testimone – non di madrelingua italiana – non lo sembrava altrettanto. Sicché considerai, oltre al maggior tempo trascorso come mi parve di capire, che a quest’ultimo proposito poteva trattarsi di accenni “a mezza bocca” del Cardinale, o suoi cenni di conferma (cosa molto probabile, essendo una materia sulla quale pur dopo la pubblicazione ufficiale – cosa che mi ha detto e ribadito anche mons. Capovilla, e che è molto eloquente – non possono parlare liberamente). E dunque, dai confini oggettivi meno definiti.

Personalmente ritengo improbabile che quel dirompente documento abbia espressamente ad oggetto «un cattivo Concilio e una cattiva Messa»; mentre che un tale scritto, si teme (tra le altre cose, anche extraecclesiali), possa avere ricadute negative o comunque problematiche su un Concilio visto tante volte come un «Superdogma» (card. Ratzinger), sulla Riforma liturgica e comunque sugli equilibri postconciliari, è praticamente certo.

E bisogna anche stare attenti, dando testimonianza alla questione in oggetto, alle parole e via dicendo. Visto quanto accaduto con le affermazioni di suor Lucia a padre Fuentes (1957): vennero “smentite” dall’autorità ecclesiastica, benché successivamente l’autorevole e indiscusso padre Alonso le riabilitò nella sostanza, con un negazionismo dall’apparenza integrale ma che in realtà si riferiva piuttosto ad articoli “di corredo” meno sicuri e più discutibili. Dinamiche che ormai dovrebbero essere ben presenti a chi in questi anni ha seguito bene, con l’attenzione appropriata, gli studi sulla materia.

*        *        *

Le vere domande sul Terzo Segreto sono appunto altre. E quelle sono rimaste, ad oggi, senza esplicita risposta. Piuttosto, andrebbero fatte due osservazioni.

A) Soprattutto si può notare che sotto Jorge Mario Bergoglio, fautore dichiarato dell’abbattimento di tutti i muri, della più grande apertura universale nonché - dicono - di una gran riforma della Curia Vaticana, è proseguita (almeno finora) la solita politica della Segreteria di Stato su Fatima.

Si pensi anche a un articolo apparentemente negazionista (anche se debole e anche se a ben vedere questo è magari l’aspetto residuale) uscito sull’Osservatore Romano sotto Francesco, il 7 maggio 2015.

Mons. Loris Francesco Capovilla, storico segretario di Papa Giovanni, che da tempo aveva accennato pubblicamente alla carriera fatta da più conoscitori del Terzo Segreto (cfr. Non esiste perché distrutto?, pag. 101) e che sotto Benedetto XVI aveva alternato qualche eloquente segnale (collaborando un po’ alle mie ricerche) a qualche allineato «nulla so», sotto Francesco è morto Cardinale anche lui.

I fatimiti americani, anche argentini, dal dialogo con l’allora Arcivescovo di Buenos Aires avevano potuto capire che questi fosse d’accordo sull’esistenza e sulla pubblicazione del “Quarto Segreto”: ma ancora Roma (che aveva obliquamente avocato a sé e gestito la questione) non l’ha realizzata. Così come finora l’aperturista Bergoglio non ha accolto la proposta fatta trent’anni prima dal conservatore Siri, e recentemente rilanciata, di abolire il segreto del Conclave (anacronistico e controproducente): il “muro della Sistina” non l’ha per niente abbattuto.

Né – a quanto so – alcuni sostenitori bergogliani, che in precedenza sembravano interessati alla materia e convinti dell’esistenza di un testo del genere, risultano aver colto l’occasione della familiarità con lui per porgli, apertamente e sollecitamente, la questione. Che il famoso testo separato abbia qualcosa di problematico anche (o soprattutto) per la maggioranza Bergoglio-Kasper-Sodano?

B) La Fraternità San Pio X a suo tempo si era schierata sulla posizione dell’esistenza del testo inedito e per la sua pubblicazione. Molto belle, ad esempio, le parole del suo Superiore generale di allora e di oggi, Mons. Bernard Fellay, nel pontificale del 9 agosto 2000 ai giardini di Colle Oppio a conclusione del pellegrinaggio a Roma per l’Anno Santo: «è veramente stupefacente, straordinario, constatare che quello che avrebbe dovuto essere l’inizio di un grande sviluppo mariano, cioè la pubblicazione del terzo segreto di Fatima, sia stato di fatto un mandarlo nel dimenticatoio. [Quantunque mal riuscito e successivamente un po’ corretto, nda]. (…) Anche qui noi abbiamo una richiesta: che ciò che è stato incominciato sia portato a termine, che non soltanto il terzo segreto sia pubblicato per intero [sottolineature nostre, nda], ma che questa devozione al Cuore Immacolato di Maria sia veramente favorita dappertutto».

Dunque sarebbe stato interessante se la Fraternità San Pio X avesse colto l’occasione delle sue famose discussioni dottrinali con Roma per chiedere, formalmente e pubblicamente, di quel foglio inedito: riguardando soprattutto un giudizio sull’attualità ecclesiale, dottrinalmente rilevante e dell’Autorità Suprema! Purtroppo, non risulta che ciò sia stato fatto.

4 - Appendice. Eloquenti carteggi e vere domande

A) Petizione al Carmelo di Coimbra
29 settembre 2014

Reverende Sorelle, sia lodato Gesù Cristo.

Nel libro del vostro Carmelo Un cammino sotto lo sguardo di Maria, con prefazione del Vescovo del luogo, si legge che la Madonna, apparendo a suor Lucia in grandissima difficoltà a scrivere la terza parte del Segreto e così sbloccando la situazione, le disse: «scrivi quello che ti comandano, non però quello che ti è stato dato di comprendere del suo significato» (pag. 266).

Pertanto, considerando la liberalizzazione in materia di apparizioni stabilita dalla legislazione generale vigente, e considerando che una piena trasparenza su fatti e documenti storici può contribuire al rasserenamento degli spiriti, togliendo terreno a ogni illazione altrimenti oggettivamente favorita, Vi chiedo:

   * se suor Lucia questo significato della visione in oggetto (la sua interpretazione, la sua spiegazione, o qualcosa del genere), che dall’Alto le è stato dato, non l’ha messo per iscritto in assoluto, mai e da nessuna parte, oppure non l’ha scritto in quel testo e in quella data;

   * se smentite che nelle opere inedite menzionate nella Bibliografia di questa Vostra pubblicazione, le Lettere e il Diario della veggente (pag. 482), c’è qualche riferimento a un “qualcosa di più” a riguardo del Segreto di Fatima, a tutt’oggi non testualmente pubblicato.

Vi ringrazio dell’attenzione che vorrete prestare alla presente. In unione di preghiere, nei Cuori di Gesù e Maria,

(Firma)


Indirizzo del mittente:
Destinatario: Reverendas Irmãs Carmelo de Santa Teresa 16, 3000-359 Coimbra Portogallo.

Come spiegato nel testo, una domanda del genere non ebbe altra risposta esplicita che la seguente (che risponde non a ciò ma alla lettera precedente): 

 
Semmai la petizione potrà essere mandata, da ciascuna persona interessata, sia al Carmelo di Coimbra sia al Vescovo del luogo (Diocesi di Leiria-Fatima).

B)

[Postilla aggiunta. Per quanto riguarda il punto 3: è vero che su un paio di libri ha fatto capolino la notizia – già discussa – di una chiosa al Secondo Segreto, contenuta in una memoria che suor Lucia avrebbe scritto nel 1955 e che «nella sua interezza è stata pubblicata il 13 febbraio 2006». Ma, a parte i dubbi a riguardo di chi scrive e quant’altro, se ci si riferisse a questo l’informazione sarebbe riferita male: infatti si tratterebbe comunque di una singola riflessione del 1955, piuttosto che di «alcune aggiunte fatte nel 1951»].

Questa lettera non risulta aver avuto ad oggi nessuna risposta esplicita. Anch’essa potrà semmai essere mandata alla Congregazione (piazza del S. Uffizio 11, 00193 Roma); magari aggiungendo una quarta e una quinta domanda: cos’è che suor Lucia ha dato in una busta, pubblicamente e sotto i riflettori, a S.S. Giovanni Paolo II il 13 maggio 2000 a Fatima? È vero che suor Lucia poco dopo l’11 settembre 2001 ha fatto trasmettere a S.S. Giovanni Paolo II una sua lettera?

La prima di queste cinque domande potrà semmai essere mandata anche a Benedetto XVI (Sua Santità Benedetto XVI, 00120 Città del Vaticano, Roma).

Sabato 25 marzo 2017, giorno mariano della settimana e festa della Santissima Annunziata, 33° anniversario del principale tentativo consacratorio di papa Giovanni Paolo II, 12° anniversario della criptorivelatoria e semiriparatrice Via Crucis di passaggio Giovanni Paolo II-Benedetto XVI, vigilia della domenica di Laetare.

S. P.