31 maggio 2019

Pubblici peccatori

Una verità oggi dimenticata
31 maggio 2019, Maria Regina


Mattia Preti, Gesù ammonisce l’adultera
Palermo - Palazzo Abatellis


Dilagano oggi i pubblici peccatori. Le convivenze more uxorio, persino di persone di area cattolica, stanno conoscendo un “boom” impressionante, passando nell’opinione pubblica come cosa normale. I cosiddetti divorziati risposati realizzano la pretesa contenuta nel mettere insieme quelle due parole, “divorziati” e “risposati”, come se nulla fosse.

Decisamente non ebbe doti di chiaroveggenza Giovanni XXIII laddove, nell’Allocuzione Gaudet Mater Ecclesia, affermò “non già che manchino dottrine fallaci, opinioni e concetti pericolosi […] ma […] ormai gli uomini da se stessi sembra siano propensi a condannarli”. 

Persino le unioni tra persone dello stesso sesso sono state legalizzate in Italia dal governo Renzi in una maniera che addirittura scimmiotteggia il matrimonio e - con empietà che ci chiediamo se casuale - sono state varate nel 2016 proprio il giorno dell’Assunta (e proprio una settimana dopo partiva lo sciame sismico che ripetutamente ha flagellato l’Italia).

Questi peccati quelli appunto dei pubblici peccatori, hanno una particolare gravità. E questo per due motivi. Una ragione è la loro natura pubblica, con lo scandalo (nel senso evangelico) che se ne dà; e con la relativizzazione dell’istituto fondamentale della famiglia che ne viene.

L’altra ragione è che in queste situazioni si permane nel peccato, che ne è come strutturato: nei peccati ordinari si cade e poi si è rialzati da quel Dio che rialza chi è caduto, mentre queste situazioni tendono a far restare a terra (persino illudendosi di stare in piedi). Per questi motivi la Chiesa ha sempre espresso con forza la gravità particolare di peccati del genere. E oggi che dilagano? Certo i mass-media nel dare l’idea che oggi la Chiesa ammetta tutto ciò, non di rado sono strumentali, maliziosi e superficiali. Tuttavia è vero anche che la luce si mette sul lucerniere, come insegna il Vangelo. E quando un bene attinente alla fede o alla morale è stato minacciato, semper et ubique la Chiesa ha reagito innanzitutto sottolineando quel bene, professandolo in maniera più esplicita. E’ quel che vediamo accadere oggi su questo tema? Ricordando che l’Opera di Misericordia è proprio ammonire i peccatori, pensiamo al seguente brano della parola di Dio “Figlio dell’uomo, io ti ho costituito sentinella […] ma della sua morte io chiederò conto a te”. E richiamando l’unica prospettiva cattolica in materia rinviamo al nostro articolo su quanto fece Santa Margherita da Cortona.

Associazione chierici “San Gregorio Magno