Consigli spirituali e pratici sulla preghiera più raccomandata
Mese di Ottobre 2026
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| Luca Giordano, la Madonna consegna il Rosario a San Domenico |
“Il Rosario è l’orazione dei poveri e dei
ricchi, dei sapienti e degli ignoranti; portar via alle anime questa devozione
sarebbe come portar via loro il pane spirituale di ogni giorno. Il Rosario
alimenta la piccola fiamma della fede che ancora non si è spenta del tutto in
molte coscienze. Anche per quelle anime che pregano senza meditare. Il semplice
atto di prendere la corona per pregare è già un ricordo di Dio, del
soprannaturale. Il semplice ricordo dei misteri di ogni decade sostiene nelle
anime il lucignolo ancora fumigante. Perciò il demonio gli ha fatto tanta
guerra! Il peggio è che è riuscito ad illudere e ad ingannare anime piene di
responsabilità per la carica che occupano! ...sono ciechi!...”
Questa
frase andrebbe meditata e riletta più volte, perché riassume il buon senso
cattolico nel pregare, nell’agire, nel mettere in guardia. In guardia anche da
certe “anime piene di responsabilità per
la carica che occupano” che non raccomandano il Rosario, quando un
sacerdote (o anche più su di lui) non raccomanda il Santo Rosario è un “cieco”
e come tale una persona che sarebbe rischioso seguire. Quando un’anima non
prende più in mano la corona del Rosario la sua fede si sta probabilmente
raffreddando, ecco perché il demonio “fa
tanta guerra”. Ma può far guerra a questa grande preghiera anche presentandola
come buona, ma troppo lunga o difficile, per questo non è inutile offrire
alcuni rimedi pratici perché essa si diffonda e nessuno tema di prendere in
mano la corona del Rosario anche se per recitarne soltanto una parte.
I
nostri sono tempi di smarrimento e di incertezza, ma si diffonde anche una
incoraggiante volontà di recupero dell’identità cattolica, a volte però, essendo
un po’ pecore senza pastore, c’è il rischio del disordine anche nel riprendere
le cose buone. In questa come in tutte le pratiche liturgiche o di preghiera,
vale la regola della fedeltà alla tradizione anche “pratica” dei nostri
antenati. Vi sono ad esempio legittimi usi locali, e lodevolmente vanno serbati,
ma laddove sono storicamente diffusi, senza, ad esempio, mischiare troppo
pratiche della Francia in Italia o dell’Italia in Francia, e senza aggiungere bizzarrie
o devozioni troppo personali, che sono da lasciare ad altri momenti della
giornata, dando invece al Rosario il più possibile una dimensione quasi di
preghiera pubblica, quindi codificata. Fattore che faciliterà che gli altri si
uniscano senza problemi alla preghiera perché essa è patrimonio comune. Un
criterio classico è quello di dire che se i nostri nonni dovessero esser
presenti, dovrebbero poter riconoscere in noi quello stesso modo di pregare che
la saggezza dei secoli aveva stratificato ed anche adattato (in ciò che è
adattabile) alle diverse mentalità locali.
Diamo
su richiesta dei lettori un condensato dell’uso che era invalso a Roma, pur
riconoscendo la bontà di altre maniere che però hanno la loro ragion d’essere
solo se veramente documentate storicamente.
In
Pratica:
Un
Rosario completo è classicamente composto da quindici decine di Ave Maria, sul modello dei salmi, legate
da quindici misteri che nel Rosario si contemplano (nell’ordine: gaudiosi,
dolorosi. gloriosi, una successione che corrisponde alla sequenza spirituale
della vita cristiana). Comunemente se ne recita una terza parte
(ordinariamente, quando si parla di “un rosario” o meglio “una corona” si
intende la terza parte del rosario intero). Importante è sapere che si possono
recitare anche soltanto alcune decine, anche una singola decina. O che è
possibile separare le decine (ad es. dividendole in vari momenti della
giornata, a seconda della disponibilità di tempo). Si può recitare ovunque, in viaggio, mentre si
guida, mentre si lavora.
La
corrispondenza fra le tre serie di misteri e i giorni della settimana è una
divisione puramente indicativa (per motivi e occasioni particolari si può, con
criterio, regolarsi diversamente). Conviene imparare a memoria giorni e
misteri.
Solitamente
si recita a parti distinte: metà chi lo guida e metà tutti gli altri. Non è invece
una pratica tradizionale, ma apparsa recentemente e da non incoraggiare, quella
di far dire ogni tanto alla Guida la seconda parte delle preghiere dell’Ave e del Pater, perché crea tra l’altro un’inversione dei ruoli inopportuna
ed inutili confusioni.
Ovviamente
quando si recita da soli la suddivisione viene meno.
La
posizione del corpo dipende dalla possibilità, si può certo recitarlo tutto in
ginocchio, specie se si è davanti al Santissimo Sacramento, ma si può recitare
anche in piedi, camminando o iniziare più devotamente la prima parte (in
ginocchio o in piedi) per poi sedersi durante le altre decine. Tradizionalmente
ci si inginocchia almeno alla fine per la recita del Salve Regina, delle Litanie
Lauretane e della preghiera per le
Indulgenze, come in uso nelle chiese d’Italia.
Le
nostre nonne, lo tenevano sempre sul comodino, ricordandoci che si può prendere
in mano anche prima d’addormentarsi, aggiungendo alla giornata qualche decina
anche distesi prima del sonno.
Si
può recitare in latino o in italiano, mentre tradizionalmente i misteri erano
sempre detti in italiano, uso pastorale che è da mantenere per una preghiera
che deve restare semplice ed accessibile a tutti anche con le sue formule
mnemoniche collaudate dai secoli.
La
regola d’oro è sempre quella, lo ripetiamo, che se i nostri nonni dovessero
assistervi non si ritroverebbero spaesati, ma si sentirebbero “a casa propria”.
Come
va ricordato che la lunghezza eccessiva di alcune pratiche liturgiche o
paraliturgiche, tra l’altro insistendo troppo sulla personale devozione più che
sull’efficacia intrinseca della preghiera, non incoraggia i nuovi e non invita
alla perseveranza coloro che vi hanno già dimestichezza. Mentre questa
preghiera merita diffusione e confidenza da parte di tutti.
“Vede, padre, la Santissima Vergine ha voluto
dare, in questa fine dei tempi in cui viviamo, una nuova efficacia alla recita
del Santo Rosario. Ella ha talmente rinforzato la sua efficacia, che non esiste
problema, per quanto difficile, di natura materiale o, soprattutto, spirituale,
nella vita privata di ognuno di noi, o in quella delle nostre famiglie, delle
famiglie del mondo, delle comunità religiose o addirittura nella vita dei
popoli e delle nazioni che non possa essere risolto dalla preghiera del Santo
Rosario. Non c’è problema, vi dico, per quanto difficile, che non possa essere
risolto dalla recita del Santo Rosario. Con il Santo Rosario ci salveremo, ci
santificheremo, consoleremo Nostro Signore e otterremo la salvezza di molte
anime” (tratto dal Colloquio di Suor Lucia con il padre Fuentes).
Così
si inizia prendendo in mano la corona, baciandola e segnandosi con essa:
Guida - Deus
in adiutorium meum intende (o in italiano) O Dio vieni a salvarmi
Tutti
rispondono - Domine ad adiuvandum me festina (o in italiano) Signore vieni presto in mio aiuto
Guida
- Gloria Patri…(o in italiano) Gloria al Padre…
Tutti
rispondono - Sicut erat… (o in
italiano) Come era nel principio…
Guida
- Gesù mio…
Tutti
rispondono - …perdonate le nostre colpe
preservateci dal fuoco dell’inferno, portate in cielo tutte le anime
specialmente le più bisognose delle Vostra misericordia.
Guida
- Nel primo (secondo, terzo, quarto,
quinto) Mistero gaudioso (o doloroso o glorioso) si contempla…
Misteri gaudiosi (lunedì e giovedì)
- Primo: L’annunzio dell’Angelo a Maria Vergine
- Secondo: La visita di Maria Vergine a Santa Elisabetta
- Terzo : La nascita di Gesù Bambino nella grotta di Betlemme
- Quarto: La Presentazione di Gesù al Tempio di Gerusalemme
- Quinto: La disputa di Gesù coi Dottori
Misteri dolorosi (martedì e venerdì)
- Primo: L’orazione di Gesù nell’Orto degli Ulivi
- Secondo: La flagellazione di Gesù alla colonna
- Terzo: Gesù coronato di spine
- Quarto: Il viaggio di Gesù al Monte Calvario portando la Croce
- Quinto: La Crocifissione, Morte e Sepoltura di Nostro Signore Gesù Cristo
Misteri gloriosi (mercoledì, sabato e domenica)
- Primo: La Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo
- Secondo: L’Ascensione di Gesù al Cielo
- Terzo: La discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e Maria Vergine
- Quarto: L’Assunzione di Maria Vergine in Cielo
- Quinto: L’Incoronazione di Maria Vergine Regina del Cielo e della terra nella gloria degli Angeli e dei Santi
Una volta che la Guida ha enunciato il mistero
da contemplare si aggiunge un Pater:
Guida
- Pater noster… (o in italiano) Padre Nostro….
Tutti
rispondono - Panem nostrum quotidianum… (o
in italiano) Dacci oggi il nostro pane
quotidiano…
E
si recita dieci volte l’Ave Maria:
Guida
- Ave Maria, gratia plena… (o in
italiano) Ave Maria, piena di grazia…
Tutti
rispondono - Santa Maria, Mater Dei… (o in italiano) Santa Maria, Madre di Dio…
Alla
fine delle dieci Ave Maria si
aggiunge il Gloria
Guida
- Gloria Patri… (o in italiano) Gloria al Padre…
Tutti
rispondono - Sicut erat in principio… (o in italiano) Come era nel principio…
Così
per ciascuno dei cinque misteri, alle fine dei quali ci si mette in ginocchio
per la recita del Salve Regina e delle
Litanie Lauretane
Guida- Salve Regina… (o in italiano) Salve Regina…
Tutti
rispondono - Mater Misericordiae… (o
in italiano) Madre di misericordia…
Alla
fine delle Litanie Lauretane si
aggiunge:
Guida - Secondo le intenzioni del Sommo
Pontefice per l’acquisto delle sante indulgenze, seguite da un Pater Ave et Gloria recitati come sopra
per la prima parte dalla Guida e per la seconda parte da Tutti i presenti.
Si
possono aggiungere delle brevi preghiere a questo punto per eventuali necessità
o ricorrenze speciali, con le raccomandazioni fatte sopra e ci si segna.
La
Comunità “San Gregorio Magno”
